Abbassare il termostato di un solo grado durante la notte permette di risparmiare circa il 7% sulla bolletta, ma spegnere completamente l’impianto può rivelarsi un errore costoso a seconda dell’isolamento della casa. Mentre l’istinto suggerisce di tagliare i consumi mentre si dorme, la fisica termica degli edifici dimostra che riaccendere una caldaia fredda al mattino spesso consuma più gas di quanto se ne sia risparmiato. La soluzione ideale non è un semplice “on/off”, ma dipende dall’inerzia termica della vostra abitazione.
Il dilemma notturno: risparmio reale o illusione contabile?
Con i prezzi dell’energia che continuano a oscillare e le bollette che pesano sempre di più sul bilancio familiare italiano, la tentazione di spegnere tutto prima di andare a letto è forte. Nel 2024, quasi sette famiglie italiane su dieci hanno notato un aumento dei costi energetici, rendendo la gestione del calore domestico una priorità assoluta.
“Ho sempre spento tutto alle 22:00 pensando di essere virtuosa”, racconta Maria Rossi, 45 anni, insegnante di Torino. “Ma al risveglio la casa era gelida e la caldaia lavorava a pieno regime per tre ore solo per tornare vivibile. Quando ho smesso di spegnere e ho solo abbassato la temperatura, la mia bolletta è scesa del 15%. Mi sentivo presa in giro dalle mie stesse convinzioni.”
Questa esperienza è comune a molti. L’idea che spegnere il riscaldamento equivalga automaticamente a risparmiare denaro è un mito duro a morire. La realtà è molto più sfumata e dipende da variabili fisiche precise.
L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) raccomanda temperature diverse per il giorno e la notte. Mantenere 19°C durante le ore attive e scendere a 16-17°C durante il sonno è la strategia vincente per la maggior parte delle case italiane.
Dormire in un ambiente leggermente più fresco non solo favorisce un riposo migliore, ma riduce il carico di lavoro del vostro impianto termico senza costringerlo a ripartire da zero ogni mattina.
L’importanza del tipo di generatore di calore
Non tutti i sistemi reagiscono allo stesso modo allo spegnimento notturno. Se la vostra abitazione è servita da una caldaia a condensazione a gas o a gasolio, spegnerla completamente può essere controproducente.
Questi generatori consumano il picco massimo di energia proprio nella fase di avvio. Chiedere alla caldaia di portare l’acqua da temperatura ambiente a 60-70°C in pochi minuti richiede un dispendio di combustibile enorme, che spesso annulla il risparmio ottenuto nelle ore di spegnimento.
Il discorso cambia radicalmente se utilizzate radiatori elettrici o termoconvettori. Questi dispositivi a bassa inerzia riscaldano l’aria molto velocemente e non hanno fluidi vettori complessi da portare in temperatura.
In questo caso specifico, spegnere il dispositivo durante la notte può avere senso, poiché al mattino basteranno pochi minuti per ripristinare il comfort senza picchi di consumo esagerati.
L’inerzia termica: il vero segreto del risparmio
Il fattore decisivo per scegliere se spegnere o attenuare la fonte di calore è l’isolamento della vostra casa. Immaginate la vostra abitazione come una batteria che accumula calore.
Se vivete in un edificio moderno, con cappotto termico e doppi vetri, la casa ha un’alta inerzia. Significa che trattiene il calore accumulato durante il giorno per molte ore, anche se la fonte viene spenta.
In queste condizioni privilegiate, spegnere il riscaldamento di notte è possibile. La temperatura interna scenderà molto lentamente, forse di appena un grado o due, garantendo un risveglio piacevole senza che i muri si siano raffreddati.
Al contrario, in un edificio poco isolato o “colabrodo” energetico – situazione purtroppo comune in molti condomini italiani costruiti prima degli anni ’90 – il calore si disperde rapidamente verso l’esterno.
Se spegnete i termosifoni in una casa del genere, la temperatura crollerà drasticamente. Al mattino, i muri saranno freddi e assorbiranno avidamente il calore prodotto dalla caldaia, sottraendolo all’aria. Il risultato? Ore di funzionamento al massimo regime e comfort scarso.
Il ruolo dei radiatori in ghisa vs alluminio
Anche i terminali presenti nelle stanze giocano un ruolo cruciale. I vecchi radiatori in ghisa sono campioni di inerzia: ci mettono molto a scaldarsi, ma rilasciano calore per ore dopo lo spegnimento.
Con la ghisa, spegnere completamente è sconsigliato perché riportare in temperatura tonnellate di metallo freddo richiede un’energia spropositata. Meglio mantenere una temperatura di mantenimento costante.
I radiatori in alluminio o acciaio, invece, si scaldano e si raffreddano velocemente. Sono più reattivi e permettono una gestione più flessibile degli orari, adattandosi meglio a stili di vita dinamici dove si è spesso fuori casa.
Sistemi radianti a pavimento: mai toccare il termostato
Un capitolo a parte merita il riscaldamento a pavimento. Questo sistema lavora a basse temperature (l’acqua circola a 30-35°C) e ha un’inerzia termica gigantesca dovuta al massetto di cemento che deve scaldarsi.
Per chi possiede questo tipo di impianto, la regola è ferrea: non spegnerlo mai durante la stagione invernale. Il sistema è progettato per lavorare in continuo, mantenendo la temperatura costante con minimi apporti di energia.
Cercare di fare “accendi e spegni” con un impianto a pavimento è il modo più sicuro per avere freddo (il sistema impiega ore a reagire) e spendere una fortuna, poiché la pompa di calore o la caldaia lavoreranno fuori dalla loro curva di efficienza ottimale.
Il fattore umidità e salute
Lasciare che la casa si raffreddi troppo durante la notte porta con sé un altro rischio invisibile: la condensa. L’aria fredda trattiene meno umidità di quella calda.
Quando spegnete tutto e la temperatura crolla, l’umidità presente nell’aria si condensa sulle superfici più fredde, tipicamente gli angoli delle pareti o i vetri delle finestre. Questo crea l’habitat ideale per la muffa.
Mantenere un minimo tepore costante (i famosi 16-17°C notturni) aiuta a mantenere le pareti asciutte e salubri, evitando costosi interventi di risanamento in primavera.
Domande Frequenti sulla gestione notturna del calore
Qual è la temperatura ideale da impostare di notte per risparmiare?
Secondo l’ENEA e gli esperti del settore, la temperatura notturna ideale si attesta tra i 16°C e i 17°C. Questo livello permette al corpo di riposare bene sotto le coperte e impedisce alla casa di raffreddarsi eccessivamente, facilitando la ripresa del calore al mattino.
Le valvole termostatiche aiutano davvero a risparmiare di notte?
Assolutamente sì. Le valvole termostatiche intelligenti permettono di programmare la riduzione della temperatura stanza per stanza. Potete ad esempio mantenere 17°C nelle camere da letto e 15°C in cucina o in salotto durante la notte, ottimizzando i consumi dove serve.
Quanto consuma riaccendere il riscaldamento al mattino?
Dipende dal generatore, ma il picco di accensione può consumare fino al 15-20% in più rispetto al funzionamento a regime costante. Se la casa ha perso 4-5 gradi durante la notte, il costo per recuperarli supera spesso il risparmio ottenuto spegnendo l’impianto.
Conviene spegnere se vado via per il weekend?
Se l’assenza supera le 24-48 ore, conviene abbassare drasticamente la temperatura (ad esempio a 12-14°C o modalità “antigelo”), ma non spegnere completamente se si prevedono gelate esterne, per proteggere le tubature. Per assenze brevi di poche ore, meglio solo abbassare di un paio di gradi.
Cosa fare se ho una pompa di calore?
Le pompe di calore sono progettate per lavorare a temperature costanti e basse. Non vanno mai spente di notte. È molto più economico lasciarle lavorare al minimo per mantenere la temperatura stabile piuttosto che forzarle a rincorrere il calore perduto al mattino, quando l’aria esterna è più fredda e il rendimento della macchina cala.
Sintesi finale per una gestione intelligente
Gestire il comfort termico della propria abitazione non è una scienza esatta uguale per tutti, ma risponde a logiche fisiche precise. La chiave non è l’interruttore “on/off”, ma la modulazione intelligente.
Ricordate sempre questi tre pilastri fondamentali:
1. L’inerzia della vostra casa detta le regole: più è isolata, più potete permettervi flessibilità.
2. Abbassare è meglio che spegnere: ridurre di 2-3 gradi la notte è il compromesso perfetto tra risparmio e comfort.
3. Il generatore conta: caldaie a condensazione e pompe di calore amano la costanza, non gli shock termici.
Il futuro del risparmio energetico non sta nel battere i denti al freddo, ma nell’utilizzare la tecnologia (come i termostati smart) per adattare la curva di calore alle reali necessità della vostra famiglia e della vostra casa.









