La tua vera forma fisica non si misura solo con i tempi sul cronometro della tua ultima corsa. Paradossalmente, un podista più lento ma più completo dal punto di vista atletico può essere considerato più “in forma” di un velocista con una mobilità carente. Ma come puoi misurare oggettivamente la tua potenza, agilità e resistenza in relazione alla tua età, andando oltre la semplice andatura? Abbiamo preparato una serie di test semplici ma rivelatori per creare il tuo audit di performance personale e scoprire se sei davvero al top per i tuoi anni.
La potenza nascosta: esplosività e forza meccanica nella corsa
Molti runner si concentrano esclusivamente sulla resistenza, dimenticando che ogni passo è un’espressione di potenza. L’esplosività del polpaccio, la forza dei quadricipiti e la stabilità del core sono il motore silenzioso che trasforma la fatica in velocità, rendendo ogni falcata più efficiente e meno dispendiosa. Ignorare questi aspetti significa limitare il proprio potenziale e aumentare il rischio di infortuni.
Marco Rossi, 42 anni, impiegato di Milano, racconta: “Pensavo che bastasse allungare le distanze per migliorare. Dopo aver misurato la mia esplosività con un semplice test, ho capito che stavo trascurando il vero motore della mia attività podistica. È stata una vera rivelazione per il mio allenamento.” Questo dialogo con il proprio corpo è fondamentale.
Il test del salto verticale (counter movement jump)
Questo test è il gold standard per misurare la potenza esplosiva della parte inferiore del corpo. Questa qualità è cruciale per la spinta, l’ampiezza della falcata, l’efficienza della corsa e persino per la prevenzione degli infortuni. Una buona esplosività ti permette di generare più forza in meno tempo, un aspetto chiave in ogni scatto.
Per eseguirlo, hai bisogno di un’app affidabile per misurare l’altezza del salto, come My Jump Lab. Stando in piedi con le mani sui fianchi, piega rapidamente le ginocchia e salta immediatamente verso l’alto con la massima energia possibile. Atterra ammortizzando l’impatto e registra il miglior risultato su 3-5 tentativi. Un uomo tra i 30 e i 39 anni dovrebbe puntare a 35-45 cm, mentre una donna della stessa età a 25-35 cm.
Misurare la potenza della tua corsa (running power)
La misurazione della potenza, da tempo utilizzata nel ciclismo, è ora accessibile anche nel mondo del running grazie a dispositivi come Stryd o moderni orologi gps. Questo dato, espresso in watt per chilogrammo, indica l’efficienza con cui generi forza a ogni passo. Una potenza elevata è spesso sinonimo di ottima tecnica e forza.
Per misurarla, dopo un buon riscaldamento, esegui 3 serie da 5 minuti a un ritmo vicino a quello dei tuoi 5 km, con 3 minuti di recupero tra una e l’altra. Analizza i dati di potenza. Se non hai un dispositivo apposito, puoi ottenere una stima correndo su un tapis roulant in pendenza. Un podista esperto tra i 40 e i 49 anni dovrebbe avere un valore tra 3.0 e 4.0 watt/kg.
Agilità e coordinazione: i pilastri di una corsa efficiente
Essere un buon corridore non significa solo andare dritti. La capacità di cambiare direzione, mantenere l’equilibrio su terreni sconnessi e reagire prontamente agli imprevisti definisce un atleta completo e resiliente. L’agilità è la qualità che previene le cadute e rende la tua danza in avanti più sicura ed efficace, trasformando ogni uscita in un’espressione di controllo e fluidità.
Questi elementi migliorano la propriocezione, ovvero la capacità del corpo di percepire la propria posizione nello spazio, un fattore determinante per ridurre il rischio di distorsioni e altri infortuni comuni nel podismo. Lavorare sulla coordinazione è un investimento per la longevità sportiva.
Il test di equilibrio a y (y-balance test)
Questo semplice test valuta l’equilibrio e la stabilità su una sola gamba, fondamentali per ogni fase di appoggio durante la corsa. Una buona stabilità monopodalica riduce lo stress sulle articolazioni di caviglia, ginocchio e anca, migliorando l’efficienza complessiva del gesto atletico.
In piedi, a piedi nudi su una gamba, estendi l’altro piede in avanti, di lato e all’indietro, disegnando una “Y”. L’obiettivo è mantenere l’equilibrio il più a lungo possibile, specialmente provando a chiudere gli occhi. Un runner di qualsiasi età fino ai 40 anni dovrebbe essere in grado di mantenere la posizione per oltre 30 secondi per gamba. Per migliorare, integra esercizi su tavolette propriocettive.
La prova di agilità: il t-test
Le gare e gli allenamenti all’aperto richiedono rapidi adattamenti, curve strette e accelerazioni. Il T-Test misura la tua capacità di muoverti in più direzioni, combinando velocità, coordinazione ed equilibrio. Per i corridori più maturi, l’agilità diventa ancora più importante per ridurre il rischio di cadute e mantenere una reattività neuromuscolare ottimale.
Disponi quattro coni a forma di “T”: uno alla partenza (A), uno 10 metri più avanti (B), e due a 5 metri a sinistra (C) e a destra (D) del cono B. Parti da A, scatta verso B, spostati lateralmente fino a C, poi fino a D, torna a B e infine corri all’indietro fino ad A. Un uomo di 50-59 anni dovrebbe completare il test in meno di 11 secondi, una donna in meno di 12.
Resistenza e velocità: il cuore della tua performance nella corsa
La capacità aerobica è la base di ogni sport di durata. È il motore che ti permette di sostenere uno sforzo per un tempo prolungato, recuperare rapidamente e gestire la fatica. Parallelamente, la velocità massima e la capacità di tollerare l’acido lattico sono ciò che ti permette di fare la differenza in gara o di superare i tuoi limiti in allenamento.
Queste due componenti, aerobica e anaerobica, sono le due facce della medaglia della tua performance. Un allenamento equilibrato deve stimolarle entrambe per costruire un atleta completo, capace tanto di divorare i chilometri quanto di esprimere brillantezza negli scatti.
Valutare la capacità anaerobica: lo sprint di 30 secondi
Questo test intenso misura la tua capacità di produrre e tollerare alti livelli di lattato, un indicatore chiave della tua potenza anaerobica. È la qualità che ti serve per l’allungo finale di una gara o per affrontare una salita impegnativa senza cedere. Migliorare questa capacità significa spostare più in là la propria soglia di fatica.
Su una pista di atletica o un percorso pianeggiante, dopo un riscaldamento completo, esegui uno sprint massimale per 30 secondi. Misura la distanza percorsa. Un uomo tra i 20 e i 29 anni dovrebbe coprire più di 200 metri, mentre una donna della stessa fascia d’età dovrebbe superare i 170 metri. Per migliorare, sono ideali gli sprint in salita e gli intervalli brevi e intensi.
Il test di cooper: la tua capacità aerobica in 12 minuti
La capacità aerobica, spesso misurata come vo2 max, è il fondamento del podismo. Una capacità elevata ti consente di correre più velocemente per più tempo e di recuperare meglio. Dopo i 40 anni, questo valore tende a diminuire di circa l’1% all’anno senza un allenamento specifico, rendendo fondamentale monitorarlo per adattare la propria preparazione e contrastare il declino fisiologico.
Il test di cooper è un modo affidabile per stimare questa capacità. Dopo un buon riscaldamento, corri per 12 minuti alla massima intensità sostenibile. Misura la distanza percorsa. Scegli una superficie piana e condizioni meteo tranquille per poter ripetere il test in futuro in modo confrontabile. Ecco alcuni parametri di riferimento.
| Età | Uomini (distanza in metri – obiettivo eccellente) | Donne (distanza in metri – obiettivo eccellente) |
|---|---|---|
| 20-29 | >2800 m | >2400 m |
| 30-39 | >2700 m | >2400 m |
| 40-49 | >2500 m | >2200 m |
| 50-59 | >2300 m | >2000 m |
| 60+ | >2100 m | >1800 m |
Mobilità e prontezza mentale: le fondamenta invisibili della corsa
Spesso trascurate, la mobilità articolare e la condizione mentale sono le fondamenta su cui si costruisce ogni performance duratura. Una buona mobilità di caviglie, anche e colonna vertebrale garantisce una tecnica di corsa fluida e previene compensi dannosi. Allo stesso modo, un elevato livello di stress può sabotare il recupero e le prestazioni più di qualsiasi allenamento sbagliato.
Questo viaggio del corridore richiede attenzione tanto al corpo quanto alla mente. Imparare ad ascoltarsi è il primo passo per un allenamento intelligente. Questo approccio olistico non solo migliora il tuo running, ma contribuisce a un benessere generale che va ben oltre la linea del traguardo.
L’overhead squat: un check-up completo per la mobilità
Questo esercizio valuta la mobilità di caviglie, anche, colonna vertebrale toracica e spalle, tutti elementi essenziali per una postura e una tecnica di corsa corrette. Scarsa mobilità in queste aree costringe il corpo a trovare compensi, che a lungo andare portano a inefficienze e infortuni.
Tenendo un bastone sopra la testa a braccia tese, esegui uno squat il più profondo possibile senza sollevare i talloni o perdere la postura. L’obiettivo è scendere con le cosce sotto il parallelo mantenendo il busto eretto e il bastone allineato con le orecchie. Se non riesci, è un segnale che devi lavorare su esercizi di mobilità specifici.
La tua bussola interna: il questionario sullo stress
Lo stress, sia esso derivante dall’allenamento o dalla vita quotidiana, può ridurre la qualità del recupero, aumentare il rischio di infortuni e abbassare la motivazione. Un semplice questionario di autovalutazione settimanale fornisce preziose indicazioni sul tuo stato mentale ed emotivo, aiutandoti a calibrare il volume e l’intensità della tua preparazione.
Ogni settimana, valuta da 1 a 5 la qualità del sonno, l’umore, la motivazione, la fatica percepita, l’indolenzimento muscolare e lo stress lavorativo. Un punteggio totale inferiore a 24 su 35 è un “cartellino rosso”: è il momento di ridurre l’intensità o aggiungere un giorno di recupero attivo. Ascoltare questi segnali è cruciale per un allenamento sostenibile nel tempo.
Con quale frequenza dovrei fare questi test?
L’ideale è ripetere questa valutazione completa ogni 4-6 mesi. Questo intervallo ti permette di monitorare i progressi, vedere gli effetti del tuo allenamento e adattare i tuoi obiettivi in base ai miglioramenti o alle aree che necessitano di maggiore attenzione.
Devo fare tutti i test nello stesso giorno?
No, è fortemente sconsigliato. Per ottenere risultati attendibili, è meglio distribuire i test su più giorni (ad esempio 2-3 sessioni in una settimana). Eseguirli tutti insieme porterebbe a un affaticamento che falserebbe le misurazioni, soprattutto quelle di potenza e velocità.
E se i miei risultati sono molto al di sotto della media per la mia età?
Nessun problema. Considera questi risultati non come un giudizio, ma come un punto di partenza. Il loro vero valore è indicarti le tue aree deboli. Se la tua mobilità è scarsa, sai dove concentrarti. Se la tua potenza è bassa, puoi integrare un allenamento di forza mirato.
Questi test sostituiscono una visita medica sportiva?
Assolutamente no. Questi test sono strumenti di autovalutazione della forma fisica, non diagnostici. Prima di iniziare un nuovo programma di allenamento o se hai dubbi sulla tua salute, è fondamentale consultare un medico o un fisioterapista specializzato.









