Perché ho sempre freddo mentre dentro fa più di 20 °C?

Avere il termostato fisso a 20 °C e sentire comunque i brividi non è affatto un’esagerazione, ma un fenomeno fisico reale che colpisce moltissime persone. Contrariamente a quanto si pensi, la causa non è una tua eccessiva sensibilità, ma un insieme di fattori invisibili legati alla tua casa e al tuo corpo. Capire perché quella sensazione di freddo ti perseguita è il primo passo per ritrovare finalmente il comfort termico. Esploriamo insieme le ragioni nascoste dietro questo disagio e le soluzioni per vincerlo.

La verità che il termometro non dice: perché senti freddo?

La temperatura segnata dal termostato è solo una piccola parte della storia. Il nostro corpo, infatti, non percepisce unicamente i gradi dell’aria, ma un microclima complesso dato dalla combinazione di diversi elementi. Quando questi pezzi del puzzle non si incastrano correttamente, 20 °C possono sembrare una mite giornata di primavera per qualcuno e un pungente pomeriggio autunnale per te.

Giulia Bianchi, 32 anni, graphic designer da Milano, lo sa bene. “Da quando lavoro da casa, passo ore immobile alla scrivania e sento un freddo costante, anche se il riscaldamento è acceso. È una sensazione glaciale che parte dai piedi e mi fa contrarre le spalle, rendendo difficile la concentrazione.” La sua esperienza è comune e dimostra come il disagio termico sia legato a fattori che vanno oltre la semplice cifra sul display.

Il furto silenzioso del calore: quando i muri ti raffreddano

Uno dei principali colpevoli è la cosiddetta temperatura radiante. Il tuo corpo scambia continuamente calore con tutto ciò che lo circonda: muri, finestre, pavimenti e mobili. Se queste superfici sono significativamente più fredde dell’aria, il tuo corpo irradierà calore verso di esse, perdendo energia. Questo ti fa rabbrividire, anche se l’aria è a 20 °C.

In abitazioni più datate o con un isolamento carente, la temperatura delle pareti esterne può scendere ben al di sotto dei 20 gradi. Te ne accorgi poggiando una mano su un muro perimetrale o sentendo quella corrente gelida vicino a una grande finestra. Questa continua perdita di calore genera una risposta fisica: i muscoli si irrigidiscono e i vasi sanguigni superficiali si restringono, provocando quel tipico freddo a mani e piedi.

Un soggiorno con aria a 20 °C ma con muri che respirano gelo sarà sempre meno confortevole di una stanza a 18 °C con pareti ben isolate e “calde”. Questa morsa gelida è un nemico silenzioso del tuo benessere.

I nemici invisibili del comfort: spifferi e umidità

Oltre alle superfici fredde, ci sono altri due fattori subdoli che possono trasformare una temperatura mite in una sensazione di freddezza persistente: le correnti d’aria e il livello di umidità.

Lo spiffero: una brezza gelida che non vedi

Anche un flusso d’aria quasi impercettibile può aumentare drasticamente la percezione del freddo. L’aria in movimento sulla pelle accelera la dispersione di calore e l’evaporazione del sudore, un effetto noto come “wind chill”. Questo fenomeno non avviene solo all’aperto, ma anche dentro casa.

Le fonti più comuni di questi spifferi invisibili sono fessure attorno a porte e finestre, cassonetti delle tapparelle non sigillati o griglie di ventilazione posizionate male. Chi, come Giulia, lavora da casa seduto per ore, è molto più esposto a questo lento ma costante raffreddamento, un abbraccio gelido che si fa sentire soprattutto su collo e schiena.

L’umidità: il regista nascosto della sensazione di freddo

L’umidità dell’aria agisce come un amplificatore delle sensazioni termiche. Un ambiente con aria troppo secca, tipico delle case surriscaldate in inverno, accelera l’evaporazione dell’umidità dalla pelle, causando una sensazione di frescura e secchezza a gola e occhi.

Al contrario, un’umidità troppo elevata rende l’aria “pesante” e fa sì che gli indumenti diventino leggermente umidi, rendendo difficile per il corpo riscaldarsi. Il sudore evapora con più difficoltà, lasciandoti una spiacevole sensazione di freddo umido addosso. Il comfort ideale si trova con un’umidità relativa tra il 40% e il 60%: al di fuori di questo intervallo, la percezione del freddo può essere ingannevole.

Perché il tuo corpo reagisce in modo diverso al freddo?

Infine, la tua fisiologia personale gioca un ruolo determinante. Due persone, nella stessa stanza e con gli stessi vestiti, possono vivere l’esperienza termica in modi completamente opposti. Questa differenza non è psicologica, ma ha solide basi biologiche.

Gruppo di personePerché sentono più freddo?
DonneFluttuazioni ormonali, diversa distribuzione di grasso e muscoli, circolazione periferica spesso meno efficiente.
AnzianiMetabolismo più lento, pelle più sottile, minore massa muscolare e talvolta farmaci che influenzano la circolazione.
Persone sottopesoMinore strato di grasso isolante e riserve energetiche ridotte per la produzione di calore (termogenesi).
Persone con patologie cronicheDisfunzioni della tiroide (ipotiroidismo), anemia o problemi circolatori possono alterare la gestione del calore corporeo.

Sedentarietà e metabolismo: il motore interno si spegne

Chi lavora alla scrivania o passa molto tempo seduto lo sa: dopo un’ora inizi a sentire una certa frescura, dopo tre ore i piedi sembrano blocchi di ghiaccio. I muscoli a riposo producono pochissimo calore. Se a questo si aggiunge un pasto leggero o una condizione di stress latente, il metabolismo generale rallenta ulteriormente, rendendo i 20 °C una temperatura rigida.

Abbigliamento: la tua armatura personale contro il gelo

Anche il modo in cui ti vesti in casa fa un’enorme differenza. Indossare strati è molto più efficace di un unico maglione pesante. Un primo strato traspirante, un secondo isolante (come lana o pile) e un eventuale gilet se stai fermo possono cambiare radicalmente la tua percezione del calore. I materiali naturali come la lana, inoltre, mantengono il calore anche se leggermente umidi, a differenza del cotone che diventa freddo.

Strategie pratiche per sconfiggere la sensazione di freddo a 20°C

Non è necessario alzare il termostato a 23 °C per stare bene. Spesso, una combinazione di piccoli accorgimenti mirati può risolvere il problema di quel freddo persistente e migliorare il tuo comfort senza pesare sulla bolletta.

Azioni immediate e a costo zero includono posizionare un tappeto sotto la scrivania per isolare i piedi dal pavimento, chiudere le tende di sera per schermare il freddo radiante dei vetri e usare un semplice paraspifferi alla base della porta. Coprire bene piedi e collo, due zone che disperdono molto calore, è fondamentale.

Quando il freddo persistente è un segnale del corpo

Se la sensazione di freddo è costante e intensa anche in ambienti oggettivamente caldi e nonostante gli accorgimenti, potrebbe essere il caso di consultare un medico. Certe condizioni possono infatti accentuare enormemente l’intolleranza alle basse temperature.

Presta attenzione a segnali di allarme come stanchezza estrema associata al freddo, variazioni di peso inspiegabili, dita di mani e piedi che diventano pallide o bluastre, o vertigini. Potrebbe essere un sintomo legato alla funzione tiroidea, a un’anemia da carenza di ferro o a problemi circolatori. Uno stile di vita attivo e una dieta ricca di proteine e ferro aiutano a sostenere la “caldaia” interna del tuo corpo.

In sintesi, la sensazione di gelo a 20°C non è un capriccio, ma il risultato di un complesso equilibrio tra il calore radiante delle pareti, l’umidità nell’aria e la tua fisiologia unica. Comprendere questa interazione ti dà il potere di agire in modo mirato. Ricorda due fattori cruciali: la freddezza emanata da muri e finestre non isolati e il ruolo chiave dell’umidità (idealmente tra 40% e 60%). Controllare questi elementi è spesso più efficace che alzare il riscaldamento. La prossima volta che un brivido ti percorre, invece di correre al termostato, prova a osservare l’ambiente che ti circonda: la soluzione a quel fastidioso freddo potrebbe essere più semplice di quanto pensi.

È normale sentire freddo in casa con 20 gradi?

Sì, è assolutamente normale. La temperatura percepita dal corpo umano dipende da molti fattori oltre a quella dell’aria, come la temperatura delle pareti (freddo radiante), la presenza di spifferi e il livello di umidità. Una casa poco isolata a 20°C può risultare molto più fredda di una ben isolata a 19°C.

Come influisce l’umidità sulla percezione del freddo?

L’umidità agisce come un amplificatore. Un’aria troppo secca (sotto il 40%) accelera l’evaporazione dalla pelle, raffreddandola. Un’aria troppo umida (sopra il 60%) rende gli abiti leggermente umidi e impedisce al corpo di scaldarsi efficacemente, causando una sensazione di freddo umido e penetrante.

La mia alimentazione può farmi sentire più freddo?

Certamente. Un apporto calorico insufficiente non fornisce al corpo l’energia necessaria per produrre calore (termogenesi). Carenze specifiche, come quella di ferro (anemia) o di proteine, possono compromettere il metabolismo e la circolazione, aumentando la sensazione di freddo.

Qual è il modo più rapido per scaldarsi senza alzare il riscaldamento?

Il modo più efficace è muoversi. Alzati e fai qualche semplice esercizio sul posto per 2-3 minuti: questo attiverà i muscoli, che sono la principale fonte di calore del corpo. In secondo luogo, aggiungi uno strato di vestiti, concentrandoti su piedi (calze di lana) e collo (sciarpa o foulard), poiché sono punti di grande dispersione termica.

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